23/02/14

Sveglia alle 04.00 puntuale, alle 04,45 passo a prendere Andrea e Francesca,  partiamo per Busseto (PR).

Là ci aspetta il pullman che ci porterà a Salsomaggiore dove alle 09.00 partirà la Maratona. E’ una giornata splendida, c’è il sole, 6/7 ° gradi e non tira un filo di vento, è il clima ideale per correre. Arrivati a Salso andiamo a ritirare i pettorali, Francesca farà la mezza maratona fino a Fontanellato, è emozionatissima ed ha un entusiasmo incredibile. Apro la busta e mi accorgo che mi hanno dato il pettorale della “mezza” anche a me, smoccolo come un camionista in astinenza e vado a chiedere spiegazioni. “ E’ tutto ok” mi dice il ragazzo al banco, “abbiamo finito i pettorali della maratona”. ” Bene” penso io “ma dirmelo prima no???”

Alle 09.00 partiamo, io e Andrea salutiamo la Fra e cominciamo a chiacchierare, vogliamo fare tutta la gara insieme, d’altronde i nostri tempi si equivalgono. Passiamo i primi 21km senza neanche rendercene conto, guardando il paesaggio, confrontando le velocità dei nostri computer (che non corrispondono mai!!!) e tifando ad alta voce per la Fra. Gli altri runners si voltano e ci prendono per scemi.

Avete ragione ragazzi, lo siamo!! Al 30° km passiamo dentro la casa natale di G. Verdi, molto suggestiva ed emozionante, anche se per pochi metri. Ora comincia a farsi sentire la fatica! Al 31° km Andrea esprime ad alta voce un pensiero che da diversi km albergava anche nella mia mente malata: “ se continuiamo così, battiamo i nostri record”. Io invece di rispondergli: “hai ragione fratello, forza!” oppure “sai è un po’ che ci penso anch’io”, oppure “davvero? Dai non molliamo” me ne esco con un laconico “sta zitto e corri” (d’altronde la mia proverbiale diplomazia, soprattutto sotto sforzo, è nota in tutto il mondo…).  Ed è quello che facciamo, consapevoli che al 32° km la maratona è appena iniziata… Al 35° km Andrea mi molla, non riesce a tenere il ritmo, lo incito e provo a dirgli: “ forza fratello, non mollare, vieni con me, ho bisogno di te!”.

Lui riesce  solo a rispondermi: “ ci provo, tu vai”. Dopo pochi metri non sento più il suo fiatone, peccato, speravo di arrivare insieme a lui. Ora devo concentrarmi solo sul ritmo, non so ancora se riuscirò a terminare sotto le 3h e 30’. Mi piacerebbe tantissimo… Al ristoro del 39° km mi fermo completamente, vengo superato da una manciata di corridori ma non m’importa, mi rendo conto che 20 secondi sono un’eternità ma io ho bisogno di fermare gambe e testa, non ce la faccio più! Bevo tre bicchieri di the ed in qualche maniera riparto.

Mi sembra di correre malissimo, sono distrutto dalla fatica e mi fanno male i piedi ma mancano solo 3 km… non posso mollare ora!!! Al cartello che mi segnala il 42° km non vedo ancora l’arrivo, devo girare l’angolo per il rettilineo finale. Vado avanti per inerzia. Eccolo finalmente, non ci posso credere.

Arrivo con le braccia al cielo e per la prima volta non mi preoccupo di fermare l’orologio sulla linea del traguardo. Guardo il cronometro posto all’arrivo e mi vengono le lacrime agli occhi, ce l’ho fatta, sono arrivato sotto le 3h e 30’! Il mio primo pensiero va a Davide, la persona che sul podismo mi ha aiutato di più, con tantissimi consigli, spiegazioni e suggerimenti. Era da mesi che mi ripeteva che avevo le potenzialità per farcela ed anche in questo caso mi ha dimostrato che aveva ragione lui. Il secondo pensiero è per Andrea, devo aspettarlo!

Mi volto ed eccolo che arriva, anche lui sotto le 3h e 30’. Negli occhi gli leggo quel misto di felicità ed incredulità, si appoggia alle transenne, non ne può più. E’ stata un’esperienza magnifica!

Maurizo Bisignani